
Il manager veneziano Nicola Falconi, che ha anche maturato alcune esperienze professionali sia in USA che nel Regno Unito, ove ha risieduto per oltre cinque anni, ritorna sull’argomento del rilancio del Hotel Des Bains del Lido.
Indubbiamente il Grand Hotel rappresenta una rilevante icona della storia del turismo balneare internazionale di inizio ‘900 e purtroppo era finito in mani sbagliate, ovvero in quelle di speculatori incapaci a cui si è aggiunta l’inerzia vergognosa di tutti i soggetti che avrebbero dovuto vigilare sul bene architettonico.
Insomma, é mai possibile che oggi un piccolo proprietario immobiliare privato debba letteralmente “impazzire” con le autorità preposte per piccoli interventi o modifiche e che invece ad Est Capital sia stato consentito di perpetrare un vero e proprio “scempio” su uno edificio alberghiero monumentale ?
Andrebbero almeno accertate le responsabilità al fine di non ripetere più tali errori e fallimenti.
Ben altro giudizio invece su Coima, il cui top manager Manfredi Catella ha per Falconi un profilo di eccellenza e che ha pure dovuto farsi carico di “raccogliere i cocci” della passata “mala gestio”.
Catella è riuscito prima a locare e poi a cedere ad un ottimo gruppo britannico l’Hotel Excelsior per ridurre l’indebitamento del fondo e riprogrammare un possibile futuro per il Des Bains, eventualità, quest’ultima, non facilissima anche a causa della stagionalità dell’isola del Lido e dal generale incremento dei costi dei restauri nel settore edilizio, oltre che per il rilevante peso del pregresso indebitamento.
Ora per Falconi finalmente, con partner ed investitori esteri decisamente più forti, è possibile guardare al futuro della grande struttura turistica con maggior ottimismo.
Quello che però lascia un po’ perplesso il manager veneziano sono le tempistiche piuttosto dilatate, che sembrano essere state preannunciate.
Parlare infatti di anno 2030 (salvo imprevisti) per la riapertura dell’hotel, con le grandi capacità che oggi esistono, anche in termini di velocità d’intervento edile, non sembrerebbe rappresentare un bel “biglietto da visita”….
In conclusione Falconi ritorna con forza sul tema di prevedere nello storico parco o dependance del Des Bains uno spazio artistico-culturale e museale di alto profilo, fruibile almeno parzialmente dai cittadini; una sorta di raccolta di sculture a cielo aperto. Sarebbe interessante coinvolgere nel progetto La Biennale Arte o i Musei Civici Veneziani.
Inoltre si potrebbe pensare ad un vero e proprio porticciolo turistico e polo nautico di livello a San Nicolò di Lido, magari collegato anche con il rilancio dell’Hotel Des Bains.
Il Gazzettino, 6 luglio 2025

