Bomba Day: nel convoglio di assistenza sanitaria il Magg. Falconi al comando dell’idro-ambulanza “SIERRA”

Bomba Day

L’operazione

Alle 15:55 di ieri pomeriggio, a circa tre miglia dalla costa, l’ordigno è stato reso inoffensivo.

L’esplosione, a quindici metri di profondità, ha creato una colonna d’acqua alta una ventina di metri, ma tutto si è svolto regolarmente senza intoppi.

È stato questo il segnale della cessata emergenza e del ritorno alla normalità anche per il traffico acqueo, interrotto per alcune ore per permettere questa delicata operazione.

Così anche il “Bomba Day”, che ha mobilitato una imponente partecipazione di uomini e mezzi, può dirsi concluso.

L’ordigno di tritolo ad alto potenziale era di produzione angloamericana, risalente alla seconda guerra mondiale.

Una bomba aerea lanciata, all’epoca del conflitto, sulla prima zona industriale di Porto Marghera e rinvenuto durante i lavori su una banchina,

L’ordigno era molto consistente e potenzialmente pericoloso. Delicato a tal punto che, per ragioni di sicurezza, non era opportuno prevedere un disinnesco sul posto.

Per questa ragione, su disposizione della Prefettura, e agli ordini della Capitaneria di Porto di Venezia, che ha coordinato tutte le operazioni, e stato pianificata un trasporto al largo.

Circa 60 le persone impiegate nel servizio. Su delega del direttore marittimo del Veneto, Filippo Marini, e dirigere il “Bomba Day” è stato il Comandante della Guardia Costiera Antonio Frigo, al comando del pattugliatore della Capitaneria dì porto 287.

Nel convoglia c’erano uomini e mezzi dell’Esercito e della Marina, ma c’erano anche i Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia di Stato.

Nel convoglio per prestare assistenza sanitaria l’idro-ambulanza costiera “SIERRA” dell’Ordine dl Malta con al comando il maggiore Nicola Falconi.

A coordinare l’équipe medica il Dottor Luigi Benetti.

L’ultimo viaggio

La prima tappa è stata adagiare l’ordigno, da terra, con una delicata imbragatura sopra un gommone galleggiante.

L’ordigno è stato così preso in consegna dai sub della marina Militare. A passo d’uomo il convoglio è partito da Porto Marghera alle 8 di mattina e, intorno alle 10:30, ha raggiunto le Bocche di porto del Lido.

E stata creata una zona di rispetto davanti al Lido, a circa tre miglia dalla costa, all’altezza dell’hotel Des Bains.

I sommozzatori della Marina hanno portato l’ordigno sott’acqua, a una profondità di 15 metri, misura considerata ideale per non creare eccessivi danni al fondale in seguito all’esplosione.

Sono state create prima delle micro-esplosioni per allontanare la fauna marina ed evitare una strage di pesci.

Bloccato il traffico acqueo, un forte vento proveniente da sud ha costretto, nel pomeriggio, ad anticipare l’esplosione dell’ordigno, avvenuta con un forte botto alle 15:55 al largo del Lido.

Tutto è andato a buon fine e le operazioni si sono concluse perfettamente.

Il Gazzettino, 16-05-2025


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