IL COMANDANTE INTERVIENE SU GLI ASPETTI STRATEGICI E MILITARI CONNESSI ALLE CRISI ATTUALMENTE IN ATTO.

Falconi conferma che l’uscita dalla scena istituzionale di Nicolás Maduro sta certamente agevolando un percorso di stabilizzazione del quadro politico del VENEZUELA.
Infatti, i rapporti della nazione sudamericana con l’occidente si avviano ora ad un oggettivo miglioramento.
Anche la liberazione, seppur molto graduale, delle migliaia di detenuti politici fa intravedere una prospettiva decisamente positiva.
Per il momento, il paese è nelle mani dei due “fratelli Rodríguez”, rispettivamente la Presidente della Repubblica Bolivariana ad interim Delcy Rodríguez e Jorge Rodríguez, Presidente del Parlamento venezuelano.
Con un deciso cambio di rotta sull’esportazione del petrolio, un piano per la coltivazione dei giacimenti e la riqualificazione tecnologica di tutta la filiera dell’estrazione, l’economia della Nazione trarrà considerevoli benefici per tutta la popolazione latino-americana.

Molto più complicata e drammatica è la situazione in IRAN, dove la casta teocratica impone una repressione disumana e sanguinaria. Questa volta, però, le proteste di piazza contro il regime degli Ayatollah e l’economia in crisi hanno determinato una rivolta davvero massiccia e senza precedenti.
La stragrande maggioranza della popolazione auspica un indispensabile aiuto dall’estero mirato a colpire i militari fedeli alla tirannia e le istituzioni oppressive.
Risultano ancor più inaccettabili le atroci crudeltà perpetrate in continuazione dalla Polizia morale nei confronti delle coraggiose ed istruite donne iraniane, che da anni pagano con la vita e le violenze il loro desiderio di libertà e democrazia.
Il soccorso al popolo persiano, sofferente e in pericolo, può essere realizzato nell’immediato solo dagli USA e da Israele, che possiedono le capacità tecnico-militari per raid aerei di precisione “chirurgica”. Tuttavia, trattandosi di uno scenario molto vasto e complesso, occorre un’importante pianificazione ed organizzazione, che richiedono del tempo, anche per il rischieramento nell’area della USA Navy.
FOCUS, Rete Veneta, 14 gennaio 2026