L’avvincente storia del Colonnello pilota Falconi attraverso le vicende belliche del Regno d’Italia

IL COLONNELLO TITO FALCONI: PILOTA DI GRANDE ESPERIENZA DELLA REGIA AERONAUTICA E CAMPIONE INTERNAZIONALE DI VOLO ACROBATICO.

È stato un aviatore italiano pluridecorato, partecipò alla Guerra d’Etiopia, alla Guerra civile spagnola e alla Seconda guerra mondiale. Il 27 agosto 1933 stabilì il primato mondiale di volo rovescio tra Saint Louis e Chicago.

Nacque a Beausoleil, Dipartimento delle Alpi Marittime, Francia, il 15 luglio 1907, si arruolò nella Regia Aeronautica, venendo ammesso a frequentare la Regia Accademia Aeronautica di Caserta, Corso “Drago”. Passato in servizio permanente effettivo il 1º ottobre 1928, uscì dall’Accademia con il grado di sottotenente nel 1929.

Si brevettò pilota militare su diversi tipi di aerei, compresi gli idrovolanti e i dirigibili. Nel 1931 fu assegnato al 3º Stormo Caccia Terrestre dove ebbe modo di mettersi in luce per le sue eccezionali qualità di pilota. Nel settembre dello stesso anno fu assegnato alla nuova “Sezione Alta Acrobazia” costituita sull’aeroporto di Bresso, equipaggiata con velivoli da addestramento Breda Ba.19. Nel 1932 avvenne il suo debutto nelle gare di acrobazia aerea sull’aeroporto di El Aouina, in Tunisia.

Tito Falconi
Tito Falconi in volo rovesciato – sua specialità per lunghe percorrenze

Le National Air Races del 1933
Nel 1933, con il grado di tenente, andò negli Stati Uniti d’America per partecipare alle National Air Races tenutesi tra il 1 e il 4 luglio a Los Angeles. Sbarcato dalla nave a New York si trasferì immediatamente in California dove trovò altri grandi piloti acrobatici: Ernst Udet, James Wendell Al Williams e Milo Burcham detentore del record mondiale di volo rovescio conquistato a spese dell’italiano Willy Bocola nel mese di luglio. Durante le World Fair tenutesi a Chicago ingaggiò una sfida con il pilota statunitense Burcham per stabilire il primato mondiale di volo rovescio.

Il 13 agosto decollò dall’aeroporto di Los Angeles a bordo di un velivolo Caproni Ca.113 (matricola I-ACCA), e volando sul circuito Los Angeles-Santa Barbara-Los Angeles per 1h 15′ e 20″ stabilì il nuovo record mondiale. L’americano Burcham si riprese subito il record volando rovesciato su San Diego per 1h 38′ e 45”. Il giorno seguente egli stabilì un nuovo record, volando da Los Angeles a Santa Barbara in 2h 8′ e 54”. Il 18 agosto Burcham si riprese il record portandolo a 2h 20′ e 23”. Durante il periodo trascorso in California ebbe modo di conoscere numerose celebrità di Hollywood come le attrici Jean Harlow e Mary Pickford e l’attore Harold Lloyd. Il 27 agosto stabilì nuovamente il primato mondiale di volo rovescio volando da Saint Louis a Chicago (420 km) in 3 ore, sei minuti e 39 secondi. Sei mesi dopo Burcham tentò nuovamente di battere il record, ma stabilì solamente il nuovo primato americano con 3h e 15”, ma lo conquistò definitivamente nel mese di dicembre.

Tito Falconi
Tito Falconi con la celebre attrice americana Jean Harlow

Dopo essere rientrato in Italia, nel 1935 partecipò alla guerra d’Etiopia come comandante della 103ª Squadriglia basata a Gura (Eritrea), equipaggiata con i ricognitori IMAM Ro.37 Lince. Al comando di questa unità eseguì numerose missioni di ricognizione strategica, ma partecipò anche ad attacchi al suolo contro le truppe abissine, compresa la presa di Sardò. Durante un mitragliamento sul campo d’aviazione di Addis Abeba rimase gravemente ferito alla mascella sinistra da due colpi di mitragliatrice. Prese parte poi alla guerra civile spagnola combattendo come pilota da caccia nelle file della 32ª Squadriglia dell’Aviazione Legionaria, ottenendo alcune vittorie aeree. Rientrato in patria riprese servizio nelle file del 3º Stormo, allora equipaggiato con i caccia Fiat C.R.32.

Jean Harlow

La seconda guerra mondiale
All’atto dell’entrata in guerra del Regno d’Italia, il 10 giugno 1940, comandava il 23º Gruppo del 3º Stormo Caccia Terrestre, equipaggiato coni caccia biplani Fiat C.R.42 Falco, basato sull’aeroporto di Cuneo-Cervere. L’altro gruppo dello Stormo, il 18º Gruppo caccia al comando del maggiore pilota Ferruccio Vosilla, era distribuito sugli aeroporti di Novi Ligure e Alessandria. Il suo reparto prese parte alla breve guerra contro la Francia operando sul fronte occidentale. Il 15 giugno partecipò ad una grande operazione di attacco contro gli aeroporti francesi della Francia meridionale. Il 9 luglio il 23º Gruppo fu trasferito a Comiso, in Sicilia per operare contro l’isola di Malta. Il 7 settembre reclamò l’abbattimento di un caccia Hawker Hurricane del No.261 Squadron su La Valletta.

Il pilota della Regia Aeronautica Tito Falconi illustra l’aerogiro a Jane Harlow
Tito Falconi
Tito e Jean

Il 16 dicembre il reparto, ora Gruppo Autonomo, fu trasferito a Tripoli, in Africa settentrionale. Il 5 gennaio 1941 venne promosso al grado di tenente colonnello. Il 1º marzo il reparto, ormai decimato dalle operazioni belliche ritorno in Italia, per riequipaggiarsi con i monoplani Aermacchi C.200 Saetta, ma verso la fine del mese il 23º Gruppo fu nuovamente trasferito in Sicilia per operare contro Malta. Nel corso di questo periodo egli effettuò alcune missioni di caccia notturna su Palermo volando a bordo di un C.200 dipinto di nero. Nel mese di maggio del 1942 assunse il comando del 3º Stormo, mentre il reparto iniziava a ricevere i nuovi caccia Aermacchi C.202 Folgore, e ritornava in Africa settentrionale, basandosi sull’aeroporto di Abu Haggag, per opere in seno alla 5ª Squadra aerea. Al comando del 3º Stormo prese parte alle fasi finali della campagna in Africa settentrionale, combattendo anche in Tunisia. Alla fine del mese di marzo del 1943 lo Stormo rientrò in Italia, riposizionandosi a Caselle Torinese. Con l’invasione del territorio nazionale lo Stormo fu rimandato in prima linea, schierandosi sull’Aeroporto di Furbara-Cerveteri, mentre arrivavano i primi esemplari del nuovo caccia Aermacchi C.205 Veltro.

L’aereo italiano Macchi 205 Velcro, che montava lo stesso motore del noto caccia tedesco Messerschmitt Bf 109, il 12 cilindri a V invertita, prodotto dalla Daimler-Benz. Tuttavia l’aeromobile nazionale aveva caratteristiche aeronautiche decisamente superiori ed in particolare una velocità in picchiata più elevata, decisiva nella capacità di combattimento.
Tito Falconi

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