
Il dr. Falconi interviene sulla situazione ambientale ribadendo come non sia il caso d’essere né negazionisti, ma neppure catastrofisti !
L’Europa intera contribuisce all’inquinamento globale solamente nella misura del 7% e quindi molti sforzi in materia ecologica andrebbero maggiormente intensificati in altre parti del mondo.
L’Unione Europea deve fare molta attenzione e mettere in campo politiche ambientali graduate e serie, ma assolutamente non “ideologiche”, altrimenti mette a rischio la propria industria ed i posti di lavoro, creando forte disagio sociale.
È necessario affrontare il problema dell’ambiente con un saggio equilibrio olistico d’armonia tra uomo, mondo animale e natura, senza “strappi”, ma con costanza, pazienza e soprattutto ponderando più approfonditamente le scelte che si compiono osservando meglio tutte le loro ricadute sull’economia e sulla società.
Falconi precisa che purtroppo, con un eccesso di fanatismo “green”, si è preso di mira, con assai poca saggezza, il settore automobilistico europeo con prodotti che il pubblico non gradisce e ove la tecnologia full electric non raggiunge ancora livelli funzionali adeguati.
È assolutamente necessario attrezzarsi per gestire gli effetti climatici più violenti. Vanno realizzati adeguati bacini di laminazione per attenuare gli effetti delle alluvioni, creare laghi artificiali quali riserve d’acqua per i periodi di siccità.
È doveroso evitare di consumare suolo, ma piuttosto demolire e ricostruire gli edifici esistenti. Non realizzare più sottopassi viari che si possono allagare, ma sovra passi in modalità antisismica. Infine, è auspicabile progettare le nuove costruzioni, non solo con caratteristiche di maggior resilienza, ma soprattutto adatte al mutamento climatico. Tra queste indicazioni, vi è anche quella di non realizzare parcheggi multi-piani interrati che, in caso di inondazione, diventano delle vere e proprie trappole per l’uomo, come si è purtroppo verificato recentemente in Spagna e in tante altre parti del mondo.
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A proposito invece di immigrazione incontrollata, il manager osserva che, per evitare strappi, voti elettorali di protesta, o peggio, situazioni di violenza, sia opportuno governare i flussi migratori con maggior ordine ed un approccio più realistico, assolutamente non ideologico.
Il manager richiama l’opera del Sottosegretario di Stato On. Marco Minniti, che tra i primi si era occupato di sottoscrivere accordi con i paesi africani, al fine di gestire l’immigrazione in modo civile ed ordinato.
Il successo preannunciato di Futuro Nazionale del Generale Vannacci ha origine proprio dalla mancanza di politiche immigratorie serie, che garantiscano a chi sbarca in Italia condizioni dignitose di assistenza, soggiorno e lavoro, con numeri predeterminati.
Tutte le cose mal gestite, infatti, provocano allarme sociale, conflitti e non garantiscono la necessaria dignità, sia per gli immigrati che per la popolazione italiana, la quale, non avendo mai avuto una prolungata “storia coloniale alle spalle”, al contrario di altre nazioni europee, si sente ora a disagio e quasi “accerchiata” in casa propria.
Il conflitto sociale va sempre evitato, cercando di approfondire e capire l’origine delle preoccupazioni degli strati popolari della cittadinanza. Lavoro, cultura, ordine e sicurezza non devono mai rappresentare degli slogan ideologici, ma divenire tematiche da affrontare con buon senso e sano pragmatismo del fare !
FOCUS Rete Veneta, 2 luglio 2026