Gli Hovercraft della Marina Greca: Tecnologie Russe al Servizio della NATO

Articolo su Il Battelliere di Nicola Odoardo Falconi

In un contesto geopolitico complesso come quello del Mar Mediterraneo, la Marina Greca si distingue per il singolare utilizzo di tecnologie navali di origine russa, una peculiarità rara tra le flotte della NATO. Gli hovercraft della classe Zubr, designazione Progetto 1232.2, rappresentano un esempio emblematico di questa integrazione tecnologica. Queste imbarcazioni a cuscino d’aria sono state progettate dall’industria bellica russa e successivamente integrate nella flotta ellenica tra il 2001 e il 2005. La scelta di acquisire tali mezzi è stata dettata da considerazioni economiche e operative, che hanno reso questi hovercraft particolarmente adatti alle necessità della Grecia di proiettare rapidamente unità militari verso le isole del proprio territorio.

Capacita e Prestazioni Tecniche delle Unita Zubr

Gli hovercraft della classe Zubr si distinguono per la loro robustezza e versatilità. Con una lunghezza di 58 ca. metri, una larghezza di 25,6 metri e un pescaggio di soli 1,6 metri, queste imbarcazioni sono in grado di navigare ad alta velocità, raggiungendo oltre 60 nodi, grazie a tre turbine a gas Zorya. Il loro dislocamento a pieno carico raggiunge le 555 tonnellate, permettendo di trasportare fino a 150 tonnellate di equipaggiamento militare, tra cui tre carri armati pesanti o una dozzina di veicoli leggeri, oltre a 200 soldati. Queste caratteristiche le rendono strumenti ideali per operazioni anfibie rapide, anche in condizioni di mare fino a forza 4.

Protezione e Comfort a Bordo

Le unità Zubr non solo offrono eccezionali capacità operative, ma garantiscono anche un’elevata protezione per l’equipaggio e le truppe trasportate. La corazzatura leggera protegge dai colpi provenienti da terra e dalle schegge di esplosioni. Inoltre, gli interni sono progettati per offrire comfort e sicurezza, con sistemi di ventilazione, isolamento termico e acustico e protezione NBC (nucleare, batteriologica e chimica). Queste misure assicurano un ambiente operativo sicuro anche in scenari ostili.

Armamento e Sistemi di Difesa

L’armamento delle unità Zubr è altamente versatile. I due cannoni multitubo AK-630 da 30 mm offrono una potente difesa contro minacce aeree, inclusi droni e missili antinave, mentre i due lanciarazzi da 140 mm ampliano le capacità offensive contro bersagli costieri. Il radar Cross Dome per la scoperta aeronavale e il radar Bass Tilt per il controllo del tiro completano il sistema di difesa, assicurando una copertura operativa completa in scenari complessi.

Un’Integrazione Strategica nella Marina Greca

Attualmente, la Marina Greca opera tre unità Zubr: la KEFALLINIA, la ITHAKI e la KERKYRA. Una quarta unità, la ZAKYNTHOS, è stata posta a disposizione per fornire pezzi di ricambio alle altre unità ancora in servizio. Nonostante la rumorosità e alcune limitazioni strutturali, queste imbarcazioni rappresentano un asset strategico per la Grecia, fornendo una capacità unica di proiezione anfibia rapida nel Mediterraneo, un teatro operativo di crescente importanza per la NATO.

In conclusione, gli hovercraft classe Zubr incarnano un esempio significativo di come tecnologie di origine russa possano essere integrate con successo in una flotta NATO, dimostrando la loro efficacia e rilevanza strategica nel garantire la sicurezza e la stabilità nella regione mediterranea, soprattutto quella centro-orientale.

Da questo brevi considerazioni resta sul campo un tema, forse riaffrontabile, anche per la Marina Militare italiana, che, a suo tempo, si era dotata a Venezia di un hovercraft di dimensioni minori, sperimentazione però non più proseguita.

Le caratteristiche più interessanti degli hovercraft sono la velocità pressoché doppia rispetto alle altre unità di superficie ad eccezione degli aliscafi (60 nodi anziché 30) e la possibilità di operare in fondali bassissimi e sulle spiagge.

Hanno, quale “gap”, l’elevata rumorosità (elemento assai poco tattico) ed il fatto che, se non di grandi dimensioni, la loro operatività è legata alle condizioni di mare avverso, poiché oltre mare forza cinque non è possibile il loro impiego.

Una possibile soluzione per incrementare l’operatività quasi ogni tempo degli hovercraft potrebbe essere, come realizzato nelle unità di origine russa ed ucraina appartenenti alla marina ellenica, nelle più ampie dimensioni di questi mezzi, ove una piattaforma-nave lunga 60-70 metri e conseguentemente larga consentirebbe una navigazione quasi “ogni tempo”.

Nicola Odoardo Falconi


Rispondi