MODERNE UNITÀ NAUTICHE D’ALTURA E COSTIERE PER UN PIÙ EFFICIENTE SERVIZIO DEDICATO AI COMPITI D’ISTITUTO
di Nicola O. Falconi

Il Servizio Navale della Polizia Penitenziaria rappresenta una componente altamente specializzata del Corpo, istituita con il Decreto del Presidente della Repubblica del 31 ottobre 1983. Questo reparto ha il compito di fornire supporto operativo e logistico alle strutture penitenziarie situate in ambito insulare o lagunare, nonché di garantire una presenza efficace e sicura nelle acque territoriali in prossimità degli istituti dipendenti dal Ministero di Grazia e Giustizia.
Compiti operativi e funzioni
Le unità navali della Polizia Penitenziaria svolgono molteplici attività: dal pattugliamento delle acque intorno agli Istituti di Pena, al trasporto via mare di personale, materiali e detenuti. Rientrano nelle funzioni del reparto anche il pronto intervento, le operazioni di soccorso marittimo per quanto di competenza ed il supporto alle attività di ricerca di evasi.
Inizialmente, una delle principali finalità del Servizio Navale era il presidio delle isole carcerarie come l’Asinara e Pianosa; con la chiusura di queste strutture, l’attività di traduzione dei detenuti è diventata il fulcro delle operazioni navali.
Una flotta diversificata e specializzata
La flotta è suddivisa in tre categorie: naviglio d’altura, costiero e d’uso locale, distinte in base all’autonomia operativa. Le unità d’uso locale sono adatte alla navigazione litoranea; quelle costiere operano fino a venti miglia, mentre le unità d’altura non hanno limitazioni.
Attualmente, la Polizia Penitenziaria dispone di un totale di 37 imbarcazioni: 13 motovedette d’altura, 5 motovedette costiere, 16 motoscafi lagunari e 3 gommoni d’altura.
Le basi operative: presidio del territorio marittimo
Le principali basi navali del Servizio sono localizzate a Venezia, Isola di Gorgona, Porto Azzurro-Marina di Campo all’Isola d’Elba e Napoli. La base di Venezia riveste un ruolo particolarmente strategico, con un servizio ordinario di trasporto detenuti via acqua, mentre nelle altre sedi questa funzione viene attivata solo in alcuni casi.

Il programma di rinnovo della flotta
Nel contesto di un generale ammodernamento della componente navale, la Polizia Penitenziaria ha avviato un piano di rinnovo della flotta per sostituire i mezzi più datati. Il primo intervento ha visto l’aggiudicazione ai Cantieri Ferretti del contratto per la costruzione di due nuove motovedette d’altura, per un valore complessivo di 2,8 milioni di euro ca..
Successivamente, la Advanced Marine Composites, con sede a Porto Marghera, si è aggiudicata due ulteriori lotti relativi alla costruzione di tre motoscafi lagunari e di un mezzo nautico ausiliario. L’intero programma di rinnovo riguarda le unità operative basate su Venezia, Napoli, Favignana, Porto Azzurro e Gorgona.
Conclusioni
Il Servizio Navale della Polizia Penitenziaria rappresenta un aspetto poco conosciuto ma fondamentale nel sistema penitenziario italiano.
La capacità di coniugare funzioni operative complesse con una flotta specializzata ed in continuo aggiornamento lo rende attore nella sicurezza marittima e nel trasporto penitenziario nazionale.
Il recente piano di rinnovo della flotta conferma l’attenzione delle istituzioni verso il potenziamento di questo comparto, essenziale per la specifica funzionalità operativa e la tutela delle strutture detentive collocate in ambito insulare e costiero.
Nicola O. Falconi
Il Battelliere, luglio 2025