Per i militi dello SMOM sono stati presenti il Ten. Col. Nicola Falconi, il Magg. Lamberto Rosa, il sottoufficiale di Corpo M.llo M. Valeriano Conte e, per l’Associazione Paracadutisti, il Magg. Fabrizio Frassoni.

Domenica 18 ottobre 2026 si è svolta una partecipata cerimonia nel segno della memoria, che ha riunito ad Asiago le associazioni d’Arma, le autorità civili, militari e religiose per ricordare tutti gli aviatori che hanno servito nelle Forze Armate italiane e quanti hanno sacrificato la propria vita durante le due Guerre mondiali.
L’evento ha visto la partecipazione del Sindaco di Asiago, avvocato Roberto Rigoni Stern, di rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma, compresa l’Associazione dell’Aviazione dell’Esercito AVES e quella della Sanità Militare. Il corteo ha attraversato il centro cittadino accompagnato dalle note della Banda musicale Monte Lemerle di Cesuna, contribuendo a conferire alla giornata un carattere solenne e partecipato.
Il programma ha previsto il raduno delle associazioni presso i Giardini Longhini, il defilamento verso piazza Carli, l’alzabandiera e la celebrazione della Santa Messa nel Duomo di San Matteo. Il momento centrale si è svolto al Parco della Rimembranza, con l’inaugurazione del monumento e gli interventi delle autorità. L’iniziativa ha voluto riunire idealmente sotto un unico simbolo gli appartenenti alle diverse componenti dell’aviazione, superando le distinzioni tra reparti e specialità per affermare il valore universale della memoria e del sacrificio.

Come sottolineato nel manifesto della giornata, dedicare il monumento a tutti gli aviatori significa riconoscere nella loro memoria un simbolo di solidarietà umana, capace di unire la comunità nel ricordo di coloro che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere. Un messaggio particolarmente significativo in un luogo come l’Altopiano dei Sette Comuni, segnato profondamente dagli eventi bellici e dalla memoria di quanti hanno combattuto nella Grande Guerra.
Nel ricordo collettivo di Asiago occupa un posto speciale la figura di Antonio “Max” Longhini, pilota pluridecorato originario della città, morto in combattimento a soli 26 anni, il 16 novembre 1944. Tenente pilota della seconda squadriglia “Diavoli Rossi” del 2° Gruppo Caccia, Longhini aveva maturato una significativa esperienza già nella Regia Aeronautica. La sua vicenda si intreccia con i combattimenti aerei dell’autunno 1944, quando le formazioni alleate rientravano dalle missioni di bombardamento in Germania e Austria. Quel giorno, nei cieli del Veneto, il suo Messerschmitt Bf 109 entrò in uno scontro che si concluse con la caduta del pilota in località Lutrano, nel Trevigiano.
La città ha mantenuto vivo il ricordo del giovane aviatore dedicandogli il parco antistante la vecchia stazione ferroviaria e, nel 2024, un monumento commemorativo. La sua storia rappresenta una delle tante vicende individuali che compongono la memoria collettiva della guerra: uomini appartenenti a schieramenti contrapposti, chiamati a combattere nei cieli e accomunati, dopo la morte, dal destino e dal ricordo dei posteri.
Al termine della cerimonia, la famiglia Longhini Martini ha offerto un rinfresco ai partecipanti nella piazza intitolata a Max, suggellando con un gesto di ospitalità una giornata dedicata alla storia del Novecento. La famiglia dell’eroe era guidata dall’Arch. Max Martini che, unitamente alle sorelle, ha sempre operato e materialmente contribuito a tener vivo il ricordo dello zio audace pilota, spentosi in volo a soli ventisei anni per difendere le popolazioni venete dai continui e devastati bombardamenti aerei a tappeto. Un momento significativo, che ha rinnovato il legame tra la famiglia, la comunità di Asiago e le associazioni impegnate nella conservazione delle tradizioni militari.

Il nuovo monumento al Parco della Rimembranza si inserisce così in un percorso più ampio di valorizzazione della storia aeronautica e del patrimonio della memoria. Non soltanto un tributo agli aviatori caduti, ma anche un invito rivolto alle nuove generazioni a conoscere le vicende del passato e a riconoscere, al di là delle uniformi e degli schieramenti, il valore del servizio, del coraggio e del sacrificio. Un messaggio di riconciliazione e di pace che, ad Asiago, assume un significato ancora più profondo.